Il coraggio di Zlata
e il primo passo verso il domani
Ci sono pomeriggi in cui la fragilità bussa alla porta con il volto della speranza e il peso di una vita da ricostruire.
È il pomeriggio del 18 settembre 2017, quando l’auto dei Carabinieri di Lonigo si ferma davanti alla nostra struttura, a scendere sono Zlata, una giovane mamma di 26 anni, e i suoi due bimbi piccoli molto spaesati: I…a, 2 anni, e P…e, 3 anni.
Con loro non ci sono grandi valigie, ma il carico pesante di chi sta fuggendo da una dinamica di maltrattamenti familiari e da un clima di violenza diventato insostenibile.
La Signora Vladica (62 anni), nonna dei bimbi e mamma di Zlata, ha raggiunto il nucleo nella sera dello stesso giorno, era a Vicenza da un amico di famiglia che l’aveva ospitata in seguito alle minacce e ai maltrattamenti ricevuti dal marito di Zlata di 32 anni.
La madre era arrivata a Novembre per darle una mano con i bambini e nella situazione familiare in cui era, il marito di Zlata ha cominciato a bere assiduamente e ad essere sempre più irascibile, aggravando la situazione familiare.
Zlata infatti è stata allontanata a seguito di svariate denunce sporte ai carabinieri di Lonigo per maltrattamenti da parte del marito.

Insieme per ricominciare: piccoli passi quotidiani
La determinazione di Zlata emerge fin dalle prime ore.
Originaria della Serbia, una giovinezza passata a fare volontariato e il sogno infranto di diventare pubblico ufficiale prima del matrimonio, Zlata non si lascia abbattere.
Fin dal primo colloquio con i nostri operatori, mostra un’immensa gratitudine e la voglia incrollabile di riprendere in mano le proprie redini.
Mentre l’équipe dell’associazione e la rete del territorio si mobilitano per la sicurezza e la regolarizzazione dei documenti della nonna e per l’assistenza legale tramite l’avvocato V. V. e i servizi della Cooperativa Immanuel, la vita quotidiana riprende il suo ritmo naturale in Casa Osmolowski.
Il periodo è coinciso con l’ingresso dei bimbi alla scuola materna, ulteriore elemento destabilizzante.
Il piccolo P…e comincia l’inserimento all’asilo “Rodari”. I primi tempi sono gli operatori e i frati ad alternarsi per accompagnarlo e riprenderlo, fino al giorno in cui il bimbo sale per la prima volta sul pulmino scolastico: vederlo felice la mattina prima di partire regala a mamma Zlata la tranquillità che le mancava da anni.
La forza di lavorare: Zlata lavora part-time in un hotel con grande dedizione, e quando il contratto volge al termine, non si perde d’animo.
Tra la scuola di italiano che frequenta con entusiasmo e la ricerca attiva con i curriculum preparati insieme, si attiva senza sosta.
Fino ad arrivare alla svolta: una chiamata tramite agenzia per un’azienda alimentare di Pojana Maggiore.
La dignità e il dono:
Nonostante le disponibilità economiche ridotte e la fatica dei turni di notte, Zlata e la sua mamma cercano ogni modo per dire “grazie”.
Si offrono di pulire gli spazi comuni, gestiscono il trasporto del cibo donato dalla mensa scolastica e preparano persino torte e biscotti per i ragazzi della comunità in festa. L’appartamento di Casa Osmolowski che le ospita diventa un luogo accogliente, curato e sereno.

Tra ferite del passato e scelte per il futuro
L’accoglienza in una comunità non è solo offrire un tetto: è uno spazio protetto in cui comprendere se stessi e fare chiarezza nel proprio cuore.
Nel corso dei mesi, il marito di Zlata avvia un percorso di allontanamento dall’alcol, prende in affitto una nuova casa e chiede un’altra possibilità per ricostruire la famiglia.
Per Zlata sono settimane di riflessione profonda, di smarrimento e di ascolto: da un lato la consapevolezza del dolore subito e la necessità di tutelare i bambini, dall’altro il desiderio di non privare i figli del padre se questi dimostrerà un reale e duraturo cambiamento.
Insieme ai Servizi Sociali, ai Carabinieri e all’avvocato, Zlata valuta ogni strada con maturità.
Decide di proseguire con la pratica di divorzio (con udienza fissata a Febbraio 2018), per tutelare la propria autonomia, ma sceglie al contempo di sospendere l’ostilità penale per concedere al marito la possibilità di dimostrare coi fatti la sua evoluzione e il suo ruolo di padre, tentando così un ritorno in famiglia.
Un nuovo inizio
I giorni di dicembre scorrono veloci. Zlata dimostra un valore immenso sul posto di lavoro, tanto da ottenere una proroga del contratto per diversi mesi.
La nonna Vladica si prepara a far ritorno in Serbia, non prima di aver regalato un ultimo gesto di affetto salutando la comunità.
A fine dicembre 2017, dopo oltre tre mesi di cammino condiviso, Zlata e i suoi bambini completano il loro percorso in Casa Osmolowski per iniziare un nuovo capitolo di vita, con la consapevolezza di non essere più soli e di avere dentro di sé la forza per camminare a testa alta.
“Grazie a chi ci ha dato un tetto quando eravamo nel buio. Oggi sappiamo che ricominciare è possibile.”
sostienici
“Il percorso di Zlata e dei suoi bimbi è stato possibile grazie agli operatori e sostenitori
della Società Cooperativa Sociale “Perfetta Letizia” di Lonigo.
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